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TicTacTicTac

C'è questa cosa che devo fare per forza e quando è per forza non viene mai bene. Un racconto. Devo scrivere un racconto per forza. E non mi viene niente. E il foglio rimane bianco. E devo raccontare un particolare della mia vita che sia particolare. I particolari particolari  mi fregano sempre. I dettagli mi fregano a priori, che siano particolari o banali. Questo è un post di parole ripetute. A scuola avrei preso un' insufficienza mediocre e nessuno avrebbe capito. Che tristezza non riuscire a scrivere nulla. Forse sono un incapace, un'inetta. Forse il mio lavoro sarà senza contenuto e nessuno capirà niente e mi crogiolerò nell'ansia e tutto finirà in cassetto. Come se bastasse poi. Chiudere tutto in cassetto. Che ad un certo punto si animano anche i ricordi. E rimango impietrita come se non fosse mai successo. Una prima volta. In compenso faccio cose che non devo fare per forza e leggo due libri in due giorni ( esistono veramente Travis Maddox e Leo Leike? Due bellissimi personaggi), le pagine che scorrono sotto le dita come fossero già umide, sforno biscotti semplici, gioco con la Lego di R., invento il campionato del Maialotto che fa il botto, mi aggiro nei dintorni senza un filo di trucco sperando di essere trasparente. E comunque non basta. Non basta mai. C'è troppo silenzio e troppo ordine nelle cose. Troppo facile scompigliarle in attimo. Sono affascinata dal caos, dal movimento, non mi piace la staticità delle espressioni, l'immobilità mi terrorizza. TicTac sento il tempo che scorre, sento le lancette che si spostano, guardo a destra e sinistra. E' meglio una penna o Pc? E' meglio scrivere di notte o scrivere con il caos? Forse è per questo che mi sento così irrequieta, non riesco a decidere niente. Se ce la faccio stavolta è un miracolo. Sono inversamente proporzionale alle regole di scrittura e mi dirigo verso quello che tutti chiameranno un risultato a metà o la metà di niente. Perché un racconto si crea con una sintassi corretta, un inizio, un mezzo, una fine. Se riesco a scrivere un post (e non è sintomo di bravura) non è detto che io riesca a scrivere qualcosa di interessante.  OhMyGod vedo tutto nero, anzi bianco.

Commenti

  1. Di la veritá che il campionato non l'hai fatto con otto il maialotto ma con l'orso Ciro che parla con accento giusto un attimo partenopeo. "Ciro a papá"..

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