Passa ai contenuti principali

Post

Pezzi di Vita

M. sostiene che sia così, la Vita intendo, senza giustizia, senza pietà e  ripetutamente cieca. Io non vorrei avesse ragione e mi impongo di credere ancora in questa strada, tortuosa, povera, a tratti imbarazzante, ricca di gioie e dolori. Questa sola Vita. Improvvisamente defraudata di tutti i sogni che perdiamo, passo dopo passo, come se crescere fosse cosa troppo grave e ambita, come se non rimanesse altro che correre per raggiungere quella meta ancora sconosciuta. Arrancare. E poi abbracciarsi stretti, piangendo guardando le tragedie di Studio Aperto, pensando di essere fortunata, ormone che scende e ormone che sale. Poi capita che esci e guardi di nuovo il mondo come fosse pieno di luci. Intermittenti. E ridere di niente, avere una sana idiozia addosso, passare una serata con le amiche di sempre e sperare non finisca mai. Una foto di quanto siamo ancora belle, ridendo dell'età che avevamo. Tutta questa Vita addosso e in un attimo torni ad avere diciotto anni. Sperare che...

Aspetta che passa

Novembre mese delle tasse, di preoccupazioni leonardesche e  dell'irpef che lievita nelle casse dello stato (e si perde nell'etere). Speriamo sarà il mese di Nina (finalmente ho saputo il nome e chiedo venia all'amica londinese per essermi distratta e non averlo scoperto prima). Novembre grigio, freddo, anticamera del mese più bello dell'anno. A Novembre la città si spegne in un istante, diceva una canzone. Mese dei bambini con il raffreddore, mese delle farmacie e dei pediatri. Novembre di nostalgia, freddo pungente senza malizia, L. che sbuffa tutte le mattine (ma non solo a novembre). Mese del premio che non arriva mai. Mese del primo colloquio con le maestre (sos). Novembre per tirare le somme, per un bilancio dell'anno, per le cose giuste e sbagliate, per le sorprese e le speranze. Novembre per te che sei lassù e mi dicevi sempre che aspettare è gioia, quando non si aspetta niente è terribile (il vero aforisma è di Pavese e dice "aspett...

Discorsi importanti - Capitolo 1

Parole da non scordare. 1. L. "Come si chiama la bambina con cui stai giocando?" Pausa di riflessione  R."Ginvanna" L."Come Ginvanna? si chiamerà Giovanna!" R."Si chiama Ginvanna, ti ho detto!" Dopo qualche minuto la bimba si avvicina, io non convinta le chiedo il suo nome  e lei: "Mi chiamo Veronica" (Deduco che mio figlio se non sa la risposta la inventa. Ottimi presupposti). 2. R."Mamma ma tu hai la patatina o il pisello?" L. "Io ho la patatina" R."Allora siccome io ho il pisello me la fai vedere?" (Quando crescerà non sarà poi molto diverso semplicemente non sarò più io l'oggetto della richiesta). 3. R."Mamma io stasera voglio una pizza umana." (senza commento) 4. R."Mamma tu quanti anni hai?" L."25" R. "E papà?" L."82!!!" (ovvio) 5. R."Mamma cosa c'è sotto la gonna della suora?" L....

Fiducia da Chiulo

Amabile cervello in ragionamento. Quante persone conosco veramente? A quante persone puoi appoggiare il cuore e l'anima in mano senza che ne facciano cattivo uso? Genitori a parte, forse si contano sul palmo di una mano. E arrivare alle cinque dita è già un grande successo. Questo significa che le persone che vedi più della tua famiglia, colleghi  e conoscenti, forse non sono le persone adatte per confidenze, consigli e piccoli rimedi. Mi manca l'aria senza alcun imbarazzo. E' un periodo lo so, ma un'altra persona, si aggiunge alla lista dei fetenti e mi verrebbe voglia di comunicare al mondo intero, tramite cartelloni affissi sui muri della città, quali sono le persone che non dovrebbero incrociare il mio sguardo nemmeno durante un flah mob o durante la maratona di New York. Quindi, se mi stai leggendo, ultimo fetente in ordine cronologico, evitami accuratamente. Se dovessi vedermi in lontananza cambia strada, non farti più vedere, dimostra di avere cora...

Wicca, Morgana e Merlino. Per me.

Di questi tempi è sempre comodo avere un po' di ortica in casa, chi mi conosce sa che ne faccio uso sistematico. La verità Wicca è  che bruciare ortica in una stanza allontana influenze negative. E' un piccolo incantesimo della natura, deve essere considerato un dono e occorre averne rispetto e timore. Di questi tempi sarebbe anche opportuno versare qualche goccia di olio d'arancio sul cuscino per avere sonni sereni e avere una pietra di malachite sotto il cuscino aiuterà a ricordare i sogni. E poi mangiare mirtilli  aiuta le piccole depressioni, sale grosso negli angoli della casa per proteggerla, una candela cosparsa di olio di basilico per le negatività, qualche mandorla in tasca aiuterà a trovare oggetti perduti. Sono piccoli incantesimi, per una piccola Morgana e un piccolo Merlino, per avere qualche arma contro tutta la cattiveria e le bugie di questi ultimi quindici giorni. Perché sono esausta di questa delusione, sono esausta di avere addosso menzogne al...