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Volo senza ali

Sono stanca. Di quella stanchezza che non ti fa andare da nessuna parte. Né di qua, né di là. Avrei voglia di non avere tutta questa afa addosso, dormire un po' di più la notte e stare a casa qualche giorno, per leggere libri e fare tutto quello che mi passa per la testa. Il problema è che potrebbe non bastarmi una settimana. Ci vorrebbe una pausa un po' più lunga. Dovrei resettare il mio cervello, ricominciare ad amare un lavoro e le ore della giornata. Riattivare la fantasia suprema, il motore del mio mondo. Ci vorrebbe uno skateboard, per scivolare e avere l'aria addosso, per tornare quindicenni con le cellule impazzite, cercare di salire i gradini dei marciapiedi senza appoggiare i piedi, senza cadere rovinosamente a terra, rischiando di tornare adulti. Ci vorrebbe una pausa per pensare meno ed essere colpiti dalla sindrome di Peter Pan. Volare senza ali, correre senza affanno, desiderare di essere leggeri. Il potere di amarsi continuamente. Nel tempo del giorno ...

Talento

Week-end da Italiani Medi, Romagna, poca aria, spiagge zeppe di ombrelloni e lettini, mare senza speranza. L. si sente rinvigorito e in uno dei suoi mille discorsi mi dice che sarebbe meglio canalizzassi il mio talento. Sono perplessa. Quale talento? La risposta non c'è. Presumibilmente dovrei trovarla  io. " Certo è che questo lavoro ti uccide l'anima" - dice - e forse è vero. Non so ancora cosa farò da grande, ma la data di scadenza è dietro l'angolo. A volte mi sembra che l'acqua stia salendo fino alla gola, in altri momenti credo di avere ancora molto tempo, prima o poi arriverà un'illuminazione che mi lascerà folgorata. Aspetto e intanto penso. Apro un negozio di scarpe (sicuramente ne avrei tantissime), oppure un'agenzia di viaggio (vedrei dei bellissimi posti)... un'agenzia che organizza matrimoni? (sarei una jennifer lopez un po' fuori forma) se diventassi una personal shopper? (sarei super brava con il portafoglio degli altri) ...

Risata

Se non scrivessi le parole che seguiranno potrei dimenticarle , non che siano rilevanti per la mia vita, ma certamente curiose: "La sua risata è da modificare, simpatica ma da modificare" In data 4 novembre il mio capo è irritato dalla mia risata (credo non sia stata l'unica volta ma probabilmente non era la mattina giusta per emettere suoni che non siano parole). Ero imbarazzata per lui. Credo di averlo bruciato nell'ortica almeno 100 volte con il pensiero.

Il prezzo

Lavoro 8 ore a 5 minuti da casa. Il mio stipendio non è rilevante ma mi permette di rimanere a galla. Ho voluto questo posto con tutta me stessa perché desideravo avere una famiglia, crearmi i miei spazi senza pagare un prezzo troppo alto, riuscire ad esserci sempre e comunque. Mi piaceva l'idea di imparare qualcosa di concreto, addentrarmi nella consulenza e nel diritto del lavoro, allargare gli orizzonti. Ho idealizzato un'azienda senza conoscerla, ho sognato di essere un'allieva, ho sognato di poter essere me stessa e di essere rispettata. Adesso ho una famiglia bellissima. Rinuncerei a qualsiasi cosa per loro. Ma il prezzo che pago è altissimo. Non ho stimoli, mai un aumento, nessuna ambizione. Il mio capo scivola dal suo ufficio per controllare me e i miei colleghi, sperando di trovarci nell'etere di qualche sito "proibito", sposta i fogli della mia scrivania per vedere se nascondo qualcosa (e che cosa si può nascondere sotto 2 fogli?). Ronde in continu...