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Luca

Luca arrivava e sorrideva. Mi chiedevo come facesse con tutta quella tristezza dentro. Ricordo che la sua solitudine mi creava disagio ed era come se mi sentissi sempre in debito. Quella foto poi. Così grande da spezzarmi il fiato, così viva da farmi morire dentro. "Quanto sono fortunata" pensavo. Le mie tristezze sono nulla a confronto. Lo rivedo dopo anni, penso sia più felice, una donna accanto. Immagino per lui una famiglia, quel vuoto colmato a metà. Sistemo quel senso di disagio. Sorrido e penso che alla fine tutto ha un senso. Oggi quell'articolo mi distrugge. Luca è di nuovo solo, se ne va senza nessuno accanto. In silenzio. Solo il suo cane lo veglia. Allora capisco che la sua solitudine non se ne è mai andata, è sempre rimasta lì, affossata nel silenzio di quella notte che non poteva fuggire. Mi dico che forse adesso è in pace. Ma per noi che siamo qui e viviamo anche la sua vita è solo una piccola consolazione.

Un sogno, in una notte sul divano

La stanchezza non mi permette di essere lucida e costante nella battitura di questo post. Il divano e il freddo di questa notte hanno seriamente compromesso la mia mattina lavorativa. Che sonno. Ad un tratto il ricordo di un sogno, la consapevolezza di aver sfiorato un luogo magico e la sensazione che qualcosa di reale forse c'è. Parigi, in autunno. Alessandra e un viaggio verso la città insieme. Lisa, Anais e Riccardo in treno. La preoccupazione del tempo che scorre lento, la felicità di una città che mi anima. Mi sono svegliata con le ossa rotte ma il profumo di Parigi sulla pelle. Il profumo autunnale di matite appena temperate.

Risata

Se non scrivessi le parole che seguiranno potrei dimenticarle , non che siano rilevanti per la mia vita, ma certamente curiose: "La sua risata è da modificare, simpatica ma da modificare" In data 4 novembre il mio capo è irritato dalla mia risata (credo non sia stata l'unica volta ma probabilmente non era la mattina giusta per emettere suoni che non siano parole). Ero imbarazzata per lui. Credo di averlo bruciato nell'ortica almeno 100 volte con il pensiero.

Il prezzo

Lavoro 8 ore a 5 minuti da casa. Il mio stipendio non è rilevante ma mi permette di rimanere a galla. Ho voluto questo posto con tutta me stessa perché desideravo avere una famiglia, crearmi i miei spazi senza pagare un prezzo troppo alto, riuscire ad esserci sempre e comunque. Mi piaceva l'idea di imparare qualcosa di concreto, addentrarmi nella consulenza e nel diritto del lavoro, allargare gli orizzonti. Ho idealizzato un'azienda senza conoscerla, ho sognato di essere un'allieva, ho sognato di poter essere me stessa e di essere rispettata. Adesso ho una famiglia bellissima. Rinuncerei a qualsiasi cosa per loro. Ma il prezzo che pago è altissimo. Non ho stimoli, mai un aumento, nessuna ambizione. Il mio capo scivola dal suo ufficio per controllare me e i miei colleghi, sperando di trovarci nell'etere di qualche sito "proibito", sposta i fogli della mia scrivania per vedere se nascondo qualcosa (e che cosa si può nascondere sotto 2 fogli?). Ronde in continu...

Il Film

Harry: "Adoro il fatto che tu abbia freddo quando fuori ci sono 25 gradi. adoro il fatto che ci metti un'ora e mezza prima di ordinare un panino. Adoro la piccola ruga che ti si forma sul naso quando mi guardi come se fosse matto. Adoro il fatto che dopo aver passato una giornata con te possa sentire il tuo profumo sui miei vestiti. E adoro il fatto che sia l'ultima persona con la quale voglio parlare prima di addormentarmi la notte. Non è che mi senta solo e non c'entra il fatto che è Capodanno. Sono venuto qui stasera perchè quando ti rendi conto che vuoi passare il resto della vita con una persona, vorresti che il resto della vita iniziasse il prima possibile" Sally: "Ecco ... tanto sei il solito imbroglione! Mi dici queste cose e poi mi spieghi come faccio io ad odiarti?...E invece io ti odio... ti odio..."

Inno di Mameli - Ninna Nanna

Alle scuole medie, tale Prof. di Musica Grioni Ivano , insegna con passione l'Inno Italiano ad una banda di ragazzini poco consapevoli. Ci sono anch 'io, altrettanto poco consapevole, e non mi interrogavo né sul significato delle parole, nè sull'autore. A mio padre, invece, vengono sempre le lacrime agli occhi, in occasione di premiazioni sportive, atleti felicemente stanchi che coronano il sogno di una vita zeppa di sacrifici. Io, da ragazzina, lo spiavo e ridevo sotto i baffi, perché credevo fosse una cosa assurda, adesso, un po' più attempata, mi ritrovo ad emozionarmi, cercando, per una questione di coerenza, di non farmi venire gli occhi lucidi. Scherzi di DNA . Fine premessa. Mio figlio da quando è piccolo passa molto tempo con mio padre e sorpresa delle sorprese adora Mameli e il suo capolavoro (non so se per DNA o semplice "naturale" imposizione). Tanto che diventa colonna sonora delle loro giornate, tanto che viene utilizzato prima di ogni nanna. ...