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Zia Mame

Ho finito il libro questa mattina, in uno scorcio di silenzio attendendo il risveglio di R. Zia Mame è un personaggio esilarante, mi piacerebbe pensare che sia realmente esistito, insieme a Ito, Vera e tutto il resto. Una scrittura scorrevole, un mondo di aggettivi e frasi abbinate perfettamente, niente di troppo paradossale e soprattutto la storia americana vista dagli occhi di una donna senza età. Che bello poter essere Zia Mame! Un'icona gay ante litteram, gli anni 50 del Greenwich Village (si scrive così?) di New York, che spettacolo... In più scopro che Patrick Dennis è solamente uno pseudonimo, lui è un certo Edward Tanner III, un aitante aristocratico dalla vita bizzarra...  Voto 8

Lascio a te queste impronte sulla terra

"Lascio a te queste impronte sulla terra tenere dolci, che si possa dire: qui è passata una gemma o una tempesta, una donna che avida di dire disse cose notturne e delicate, una donna che non fu mai amata. Qui passò forse una furiosa bestia avida sete che dette tempesta a ogni terra, a ogni clima, al firmamento, ma qui passò soltanto il mio tormento." Alda Merini

La Luna Nera

Cancro. Luna Storta. Oggi. Fuori piove infinitamente . Senza interruzione da ore, vento freddo e pungente. Sembra novembre e invece siamo a pochi passi dalla primavera. Se oggi potessi andrei al mare, lascerei questa scrivania e andrei a respirare un po' di aria buona. La spiaggia mi calma, mi crea una sensazione di libertà che mi manca da tanto tempo. Briglie sciolte. Questa mattina mi sono alzata e ho sentito questo fuoco che mi saliva dai piedi. Mi dico che sarò felice quando arriverò a casa e chiuderò la porta. Con R che chiede attenzione e L che parla di lavoro. E in pausa pranzo devo anche fare la spesa. Nemmeno le pause pranzo sono più le stesse. Erano belle quelle con Mari (Auguri! oggi è il suo compleanno), quando non si parlava mai di lavoro ma di tante sciocchezze e pettegolezzi , di cose dette, fatte, ridette e rifatte. La malinconia è il contorno perfetto. Oggi, che fatica!

Torta salata

ESPERIMENTO CULINARIO: LE MIE CAVIE ELENA E DAVIDE, 13 MARZO 2011 Ingredienti: 1 sfoglia Buitoni 1 Mozzarella per Pizza Olive nere 1 conf . di crescenza 1 etto prosciutto cotto Stendere la sfoglia con la carta da forno nella teglia, sulla base appoggiare il prosciutto cotto a fette. Tagliare la mozzarella a fette sottili, appoggiarla al prosciutto cotto e spargervi sopra la crescenza. Il tocco finale sono le olive nere a volontà (tagliate a metà) sparse a piacere. Infornare a 180° per 30 minuti (forno ventilato). Spettacolo

Un'emozione

Ecco. Veramente ero emozionata da giorni ma non avrei mai creduto di esserne così coinvolta. Un figlio è una cosa che ti sconvolge ma il tempo della felicità è completamente sovrastato dal turbinio di tutte le cose che devi fare e dalla responsabilità . Invece il primo nipotino ti lascia la libertà di gioire, di respirare a pieni polmoni, vibrare a qualche metro da terra perché è tutto solo bello. Edoardo è proprio splendido, siamo liberi di amarlo e viziarlo incondizionatamente , siamo liberi di essere zii adoranti e solo sorridenti. Benvenuto Edoardo....

La disfatta di uno jogurt (e del suo cucchiaio)

Lo Yomo mi guarda perplesso, sotto i riflettori di un frigorifero poco prolifero. MI dice "prendimi!" ma senza troppa enfasi. Io penso che non sia la soluzione ai miei problemi ma potrebbe essere l'inizio di una scalata al successo. In fondo non è bianco è alla fragola, penso, ma non mi basta. E' fresco, penso, ma questo gennaio è gelido. E' sano, penso, ma il mio colesterolo è ancora a regime. E' una quantità media, penso, ma forse non sufficiente. Lo guardo più attentamente, avvicino gli occhi alla confezione, solo 98 calorie o giù di lì. Per una cena troppo poche, per un dessert dopo carne e verdure veramente troppe. Se fosse mattina andrebbe meglio. Peccato è sera. Chiudo lo sportello del frigorifero. Forse fra qualche ora andrà meglio.

Tito

Mentre R si appresta a scalare il seggiolone, dicendo "Tito, Tito" (il risotto è fumante e lui vorrebbe dire Buon Appettito), L mi guarda e dice: "come avremmo fatto senza quell'essere lì?" Io rispondo che veramente non lo so, non ne ho la minima idea. E' così che mi rendo conto di essere felice.