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E per concludere una tazza in testa

La mano sollevata verso l'alto. Le ciotole dietro la tazza, azzurra, con lettere impresse nella ceramica. Penso: "Qui dentro c'è troppa roba" Poi è un attimo. La tazza mi scivola di mano. R. è proprio lì sotto. Comincia a urlare, penso di avergli spaccato la testa. E' solo una botta, niente tagli. L'Arnica mi salva la vita, l'umore, attenua i sensi di colpa e da sollievo alla sua tempia che pulsa al tatto. Mi viene da piangere. Da aggiungere ai numerosi disastri. Sigh, sigh. (Effettivamente non ricordo che mia mamma mi abbia mai spaccato una tazza sulla testa)

I genitori sbagliati

Non sappiamo fare i genitori. Ormai è un dato di fatto. Contraddizioni, incapacità alla comprensione e al dialogo, lessico inappropriato, disattenzione cronica, televisione alla mano. Un disastro. Ieri l'ennesima scenata di L., motivazione corretta ma tempi e modi sbagliati. Confusione. R. che piange e urla, come fosse un adulto, io che osservo senza fiatare. Ricordo il fastidio che provavo quando ero piccola vedendo mio padre urlare e la rassegnazione di  mia madre che se ne stava in un angolo, aspettando che la tempesta passasse. Poi la stanchezza di ripetere sempre le stesse cose, di capire che il prezzo di un lavoro sbagliato si riflette nella vita privata con la stessa velocità, metodicità e cadenza di sempre. Nervi sempre a fior di pelle e mai sereni. Intanto R. guarda, capisce, piange e mi abbraccia. I bambini non portano rancore, è per quello che la loro intellingenza, spesso, supera la nostra.

Almeno 20 (Sigarette)

La nonna trasuda fumo. Avvinghiata alla sua sigaretta controlla con impazienza l'orario. La giornata è piena di orari e appuntamenti. Alle 6.00 apre le finestre. Siga. Alle 7.30 quando suonano le campane,  attraversa il cortile. Alle 8.00 stende al sole i panni. Siga. Alle 9.00  lava i pavimenti di casa. Siga. Alle 9.30 visita il supermercato, il  tabaccaio e l'edicola. Siga. Pausa telefilm del mattino e news su Milan Channel. Siga. A mezzogiorno in punto non dimentica il rito del pranzo e successivamente il rito della Sigadeldopopranzo. Poi arriva R che gioca con le macchinine nella stanza a fianco. Quando R decide che è ora di andare lei si sdraia sul divano e riposa. Intorno alle 15.00 la nonna è in cucina mentre stira e fuma una sigaretta passiva che si consuma nel posacenere a fianco. Panni stirati e fumanti pronti in breve tempo, da sempre. Poi di nuovo il divano, sky e l'intrattenimento, televideo e le tragedie dell'ultimo minuto, un'occhiata veloce al ...

Djerba

Il profumo della Lavanderia di Djerba riaffiora improvvisamente. Marsiglia? BiancoCotone? Lavanda? Un mix di tutto credo. L'ultima volta che l'ho sentito è stato alla Locanda dei Sapori, il tovagliolo portato alla bocca e un mondo che si apre. Dopo così tanti anni è diventato una cosa concreta, come se fosse un'immagine, calcificata nelle mie ossa, indelebile. E poi il mare, la Betty e Marzia, Gianluca che non ho più trovato, i mille volti immersi in un paese che rinascerà ancora 100 volte. Le strade senza asfalto, i taxi assimetrici, la sabbia fine che entra ovunque, l'argento scuro, il cielo immenso delle notti senza fine. Djerba non torna più. Lo so solo ora, mentre aspetto quel profumo, tra mille carte, numeri e parole.

"Sui Figli"

Autore: Kahlil Gibran "Sui Figli" E una donna che stringeva un bambino al seno disse: Parlaci dei Figli Ed egli rispose: Sono lo strumento perfetto del divino: l’espressione vivente forgiato dal suo unico "pensiero". E i figli sono le risposte che la vita dona ad ognuno di noi. Sono loro l’essenza del vostro sorriso. Sono sangue e carne della vostra carne ma non il vostro sangue e la vostra carne. Loro sono i figli e le figlie della fame che la vita ha di se stessa. Attraverso di voi giungono, ma non da voi. E benché vivano con voi, non vi appartengono. Affidategli tutto il vostro amore ma non i vostri pensieri: Essi hanno i loro pensieri. Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime: Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno. Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi: La vita è una strada che sempre procede in avanti e mai si ferma sul passato. Voi siete gli archi ...

Pietro 22

Nasce Pietro, piccolo ma non troppo, tanto stanco ma felice di essere finalmente abbracciato dalla mamma Francesca, un tempo nobile e agguerrita "cavalla" di Palma. Nasce Pietro, il giorno 22, bellissimo numero per vedere la prima luce. Nasce Pietro, tenue respiro di un mondo che ancora non conosce. Nasce Pietro, un maschietto in mezzo a tante donne forti e solidali. Nasce Pietro, sicuramente felice e appena possibile sorridente. E' tanto bello accoglierti che sembra stupido volerlo scrivere.

Un anno da

Sei ancora nella nostra vita, in un modo tanto intenso quanto superbo. Credo non sia passato un giorno senza averti pensato, senza aver creduto che non fosse accaduto veramente. Per un certo periodo sentivo la tua presenza e avevo la sensazione che anche R ti vedesse. Indicava improvvisamente un punto a caso e rideva. Anche L . rideva di me, diceva che sono pazza e che mio figlio aveva preso i miei geni. Eppure era come se osservassi ancora la nostra vita da vicino, come se ridessi, come se ci camminassi accanto. Una sensazione strana, una presenza costante. Adesso non più, credo che il tuo tempo qui sia terminato, magari hai qualcosa di meglio da fare, o qualcuno di più divertente da osservare. Ma ci manchi.