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Tra un Brunello e una fettina di crudo

L'ultimo regalo della nonna è stato consumato oggi, in una giornata di sole, in un piccolo locale milanese. Un tagliere di salumi e bruschette, un buon bicchiere di vino e un cin cin a tre. La verità è che se fosse stato per me non avrei mai prenotato, perchè niente sembrava bello e tutto sembrava difficile e poi avere un ultimo regalo incompiuto forse sarebbe stato più semplice. Ci ha pensato L. che vedendomi barcollare nella nebbia della mia confusione ha scelto, prenotato e organizzato questa giornata, con la pragmaticità e freddezza che lo contraddistingue. E forse ha ragione quando sostiene che lei ne sarebbe stata solo contenta e che è quello che avrebbe voluto. E forse ha ragione quando dice che il giorno di Natale era come fosse con noi, in quella confusione, con i suoi figli commossi e i suoi nipoti matti. E io non lo so più cosa è giusto o sbagliato, qual è il confine tra il dolore e la speranza, cosa c'è in quel piccolo spazio nel mezzo fra persone che si amano. ...

Donne con orecchie

Palestra. Venti metri quadrati di spogliatoio. Corsi che si accavallano nelle ore serali, borse ammassate, visi e orecchie vicine. Le persone sono sempre le stesse, una ragazza magrina con nike psichedeliche, la ragazza riccioluta e incolta, quella che si infila le lenti per non far sudare gli occhiali, quella con la maglia scollata e il push up e poi lei, la biondina sui 40, con la voce importante e la rabbia che trasuda da tutti i pori. Capita che io mi preparo per andare in doccia e lei per il corso di non so cosa. Mi ritrovo ad ascoltare i suoi discorsi con la moretta magra, senza accorgermene. E' divorziata da poco, una delusione grossa come una casa (peraltro riscattata), un lavoro che vacilla e soprattutto un figlio intorno ai 4 anni. Le donne sono brave ad aprire parentesi e ricordare vecchi particolari ma lei condisce il tutto con quel qualcosa che assomiglia alla rabbia ma anche alla tristezza, alla delusione e alla pateticità. L'ex marito, ovviamente, deve essere ...

Persone saltate

Mi capita spesso di non vedere chi mi sta attorno, non ho problemi di vista (veramente un po' sì ma non è quello il problema) semplicemente escludo ciò che non credo di trovare dal mio capo visivo. Per esempio se sono in un supermercato e devo comprare una serie di cose, sono talmente distratta e diretta che non vedo e quindi non saluto conoscenti o amici, come se escludessi a priori qualsiasi incontro. Mi capita spesso se sono in locali o luoghi affollati e mi salvo solamente se c'è qualcuno con me che mi dice Hai visto chi c'è? . Giuro che mi vergogno e se fosse meno complicato riuscirei a destreggiarmi meglio anche con le parole. Così sembro snob e forse un po' lo sono ma per altri motivi e solo nel mio profondo (a questa affermazione la mia amica Cri starà sicuramente ridendo e annuendo). Questo pensiero è per V. che ieri, ancora una volta, ho rischiato di non salutare (se non fosse stato per lei non sarebbe successo per l'ennesima volta), per V. che ho rit...

La Repubblica delle Banane

Non parlo mai di politica, per presa di posizione ma anche per un senso di non appartenenza che ormai mi assilla da qualche anno a questa parte. In questo periodo però il senso di disagio e di schifo è arrivato alle stelle, i telegiornali sono saturi di numeri, sondaggi, professori, donne in carriera e in lacrime, paragoni senza senso e promesse mai mantenute. Prima era anche peggio, perchè il SignorB innondava le cronache con escort che sbucavano da tutte le parti, ragazzine e ragazzotte con il fisico in propettiva 3D, scenografie dei tribunali italiani, amabili servitori in giacca e cravatta, sguardo assassino e paroloni impronunciabili. Insomma, il bagaglino in prima serata, con meno risate ma più seni in circolazione. Ecco, mi manca il respiro se penso ai sonni tranquilli che non dormiremo, al lavoro che continuerà a non esserci, alle prospettive professionali sempre peggiori e alla vita precaria in tutte le scelte di coraggio e non. Viviamo nella Repubblica delle Banan...

Tre due uno

Corro per uscire dal lavoro, con il tacco 10, per andare in palestra, cercare di allenarmi senza risparmio in 50 minuti perchè i 10 restanti mi servono per fare una doccia. La mia ora per me vola come un lampo e io mi ritrovo spasmodicamente a non poterne fare a meno, per liberarmi di quelle tossine che il mio corpo ha sempre in abbondanza e per liberarmi di quella mollezza che mi affligge appena mi fermo. Il movimento come gioia, benessere, liberazione  ma anche senso di colpa,  per il tempo rubato a R., per la fretta del dopo, per non riuscire a coordinare tutto perfettamente e per l'inevitabile stanchezza che non mi permette di dare energia alle mie azioni. Un'ora di cui non vedo l'ora e la fine dell'ora come la campanella di scuola, con lo zaino in spalla cinque minuti prima. Il sorriso prima e dopo, solleticando il tempo nel mentre, la musica dell'IPhone che zampilla, le gambe corrono e il cuore si agita. Prendo un respiro. Mancano 3 minuti alla corsa ver...

Aria - Gianna Nannini

Sai nascono così fiabe che vorrei dentro tutti i sogni miei e le racconterò per volare in paradisi che non ho e non è facile restare senza piu' fate da rapire e non è facile giocare se tu manchi aria come è dolce nell'aria scivolare via dalla vita mia aria respirami il silenzio Non mi dire addio ma solleva il mondo sì portami con te tra misteri di angeli e sorrisi demoni e li trasformerò in coriandoli di luce tenera e riuscirò sempre a fuggire dentro colori da scoprire e riuscirò a sentire ancora quella musica aria come è dolce nell'aria scivolare via dalla vita mia aria respirami il silenzio non mi dire addio ma solleva il mondo aria abbracciami volerò aria ritornerò nell'aria che mi porta via dalla vita mia aria mi lascerò nell'aria aria com'è dolce nell'aria scivolare via dalla vita mia aria mi lascerò nell'aria

Porca Puzzola

Il mio vocabolario da camionista sprezzante è cambiato. Intendo tutto quello che è imprecazione, intercalari di sottofondo tipicamente milanesi, accezioni casuali e non, parole storpiate e parole urlate. Tutto perché R ascolta e ripete, ripete e ascolta. Ieri correndo per il corridoio, urto il mignolino contro la panchina di legno, urlo e impreco e R. mi dice: "Ma mamma che cosa hai detto?" Io: "Porca Puzzola!!!!" Lui ride e ripete "Porca Puzzola" all'infinito. Così mi trattengo, invento imprecazioni come orca zozza , puzzola schifosa , porca schifa , paletta sporca , marte ciccione , cavolo rotto , orco basso , mostro balordo ... Mi sento un po' ridicola, un po' infantile e penso che nemmeno alle elementari dicevo cose così stupide. Ma almeno per un po' R. ride, l'urto del mondo esterno non l'ha ancora scalfito, la sua infanzia  è ancora così pura da abbagliarmi, da lasciarmi senza parole... E' tanto bello quanto ve...