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Discorsi importanti - Capitolo 1

Parole da non scordare. 1. L. "Come si chiama la bambina con cui stai giocando?" Pausa di riflessione  R."Ginvanna" L."Come Ginvanna? si chiamerà Giovanna!" R."Si chiama Ginvanna, ti ho detto!" Dopo qualche minuto la bimba si avvicina, io non convinta le chiedo il suo nome  e lei: "Mi chiamo Veronica" (Deduco che mio figlio se non sa la risposta la inventa. Ottimi presupposti). 2. R."Mamma ma tu hai la patatina o il pisello?" L. "Io ho la patatina" R."Allora siccome io ho il pisello me la fai vedere?" (Quando crescerà non sarà poi molto diverso semplicemente non sarò più io l'oggetto della richiesta). 3. R."Mamma io stasera voglio una pizza umana." (senza commento) 4. R."Mamma tu quanti anni hai?" L."25" R. "E papà?" L."82!!!" (ovvio) 5. R."Mamma cosa c'è sotto la gonna della suora?" L....

Fiducia da Chiulo

Amabile cervello in ragionamento. Quante persone conosco veramente? A quante persone puoi appoggiare il cuore e l'anima in mano senza che ne facciano cattivo uso? Genitori a parte, forse si contano sul palmo di una mano. E arrivare alle cinque dita è già un grande successo. Questo significa che le persone che vedi più della tua famiglia, colleghi  e conoscenti, forse non sono le persone adatte per confidenze, consigli e piccoli rimedi. Mi manca l'aria senza alcun imbarazzo. E' un periodo lo so, ma un'altra persona, si aggiunge alla lista dei fetenti e mi verrebbe voglia di comunicare al mondo intero, tramite cartelloni affissi sui muri della città, quali sono le persone che non dovrebbero incrociare il mio sguardo nemmeno durante un flah mob o durante la maratona di New York. Quindi, se mi stai leggendo, ultimo fetente in ordine cronologico, evitami accuratamente. Se dovessi vedermi in lontananza cambia strada, non farti più vedere, dimostra di avere cora...

Wicca, Morgana e Merlino. Per me.

Di questi tempi è sempre comodo avere un po' di ortica in casa, chi mi conosce sa che ne faccio uso sistematico. La verità Wicca è  che bruciare ortica in una stanza allontana influenze negative. E' un piccolo incantesimo della natura, deve essere considerato un dono e occorre averne rispetto e timore. Di questi tempi sarebbe anche opportuno versare qualche goccia di olio d'arancio sul cuscino per avere sonni sereni e avere una pietra di malachite sotto il cuscino aiuterà a ricordare i sogni. E poi mangiare mirtilli  aiuta le piccole depressioni, sale grosso negli angoli della casa per proteggerla, una candela cosparsa di olio di basilico per le negatività, qualche mandorla in tasca aiuterà a trovare oggetti perduti. Sono piccoli incantesimi, per una piccola Morgana e un piccolo Merlino, per avere qualche arma contro tutta la cattiveria e le bugie di questi ultimi quindici giorni. Perché sono esausta di questa delusione, sono esausta di avere addosso menzogne al...

Ancora 21

Ecco qui. Di nuovo il tuo giorno. E sai che le cose da dire sarebbero tante, ogni istante nasconde qualcosa di magico e forse è vero che tutto scorre velocemente, senza esitazione. L' Happy BirthDay di oggi non è meno speciale di altri ma forse è quello in cui abbiamo la consapevolezza di essere sempre noi e ancora noi. Per cui oggi saremo felici, rideremo, niente problemi, tanti festeggiamenti e una torta, piccola, ma non troppo, con la marmellata su due strati, come piace a te. Sorridi che tutto è così perfetto che potremmo fermare il tempo. E almeno per oggi prenditi un giorno di ferie dal tuo lavoro che niente cambia. La nostra vita è qui, rischiamo di perderci il succo e i particolari di questo meraviglioso miracolo. Perché è un miracolo e tu lo sai. E così ti bacio, nella fretta e nel cuore. Auguri a te, eroe del 21.

Disordine

Oggi niente è al posto giusto. A partire da miei vestiti e da L. che dorme con la faccia scontenta nella mia parte di letto. E mi alzo così stanca da vedermi gli occhi non allineati correttamente. Mi chiedo da quanto tempo non mi capita di dormire con il cuore in pace, senza pensieri, con il respiro lento. Non lo so più. Capisco solo che L. condiziona la mia vita ogni giorno. E lui non è mai felice. Mai sereno. Prima il lavoro, poi la casa, poi il calcio. Questo lavoro non va bene, non è il suo. Questa casa lo  soffoca, non va bene, non è la sua. Il calcio è troppo impegnativo, vorrei ma non posso, i vincoli e gli impegni incalzano, l'età avanza, non è più cosa sua. L. ha lo stesso senso di proprietà di R. (3 anni). O è tutto mio o non è cosa buona e giusta. Credo sia un conflitto mai superato, non so se esiste una malattia del possesso ma  se ci fosse  L. sarebbe un caso clinico. Che mal di testa. Tutto gira dalla parte sbagliata. E per il mio ess...