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Un po' e un po'

C'è che non ho molte parole, mi sono fatta ingannare dalla monotonia e dalla rassegnazione, per non perdermi nella tristezza e tutto quello che comporta. Insomma non è vero che tutti hanno le stesse opportunità e non è solo una questione di scelte. Ci sono  persone fortunate che vivono una vita felice, persone fortunate che vivono una vita normale e persone sfortunate. E poi come dice L. non è proprio così semplice. La fortuna si valuta alla fine degli anni e non a periodi . Il bilancio è finale. Però quello che ti capita e subisci non puoi valutarlo alla fine, il dolore è così lacerante che a tua volta lo provochi, prima o poi. Un ciclo senza fine. In questi giorni ho pensato a V., che ha lasciato un vuoto immenso, ho pensato ai suoi figli che l'aspettano a casa ogni sera, a sua madre che di dolore non ne avrebbe voluto più, alle lacrime che ci sono e ci saranno. Ho pensato anche alla mia nonna, che dalla vita ha ricevuto un po' di dolore e un po' di gioia, lascia...

Tutto questo coraggio

Cara V., le parole che non ti ho mai detto si racchiudono in pugno chiuso, si liberano in un attimo volando liberamente come solo tu avresti voluto. Perché sei di nuovo libera, come quando le tue gambe da gazzella percorrevano chilometri di strada sterrata per raggiungere traguardi di vittoria. Libera di vivere a modo tuo, libera di essere amata e di amare, senza freni, prima che il mondo ti crollasse addosso, prima che le tue mani toccassero quel dolore indegno. Mi piace pensarti  mentre sorridi, guardando in basso, assaporando la consapevolezza di avere delle ali ai piedi. Ancora una volta più veloce di tutti, il tuo sorriso prima delle tue parole. E il tuo coraggio nella morte mi lascia senza fiato, la ricerca della solitudine più buia, l'incoscienza di un addio senza ritorno, il nulla. La tua ultima solitudine è stata lì, in quella stanza, nessuno ha sentito le tue ultime parole, nessuno ha visto quella tristezza dentro, sola con i tuoi spettri, le tu...

Pinetta

Ha 96 anni, o forse più, abita in fondo alla via almeno da 37 anni e ha un sorriso che non inganna. Tifosa sfegatata del Milan, non perde una partita e in caso di vittoria appende una bandiera rossonera al primo piano della sua abitazione. Se la incontro mi sorride con i quattro denti, prende la mano di R e canta una canzone vecchia di un secolo, una melodia che ricorda bambini con visi antichi e giochi sotto il sole caldo di estati con i grilli e le cicale. Sono incantata da tanta vita e da occhi che luccicano di gioie e dolori. E poi vedo i panni, appesi con l'appendino alla rete del cancello del vicino e rido. Probabilmente saranno da lavare nuovamente e lei non se ne accorgerà. Certamente è cosa di altri tempi e quando, fra altri 100 anni, lei sarà lontana, nessuno userà più quella vecchia rete come fosse uno stendi biancheria. Ahimè.

Milan - Barcellona

Qualche minuto e avrà inizio Milan - Barcellona. Cosi  mi manca la nonna e la sua ansia da pre- partita, le sigarette fumate nervosamente prima del fischio di inizio, i biscotti da gustare durante i 90 minuti sul tavolino di vetro, la felicità o la tristezza dei giorni a seguire. Che nostalgia. E... il Milan nel cuore.

A 60 o più

Sono persone intrappolate in stereotipi, in rigidi schemi imposti. Ripetono meccanicamente le stesse azioni da anni e trovano appagamento. Dormono nello stesso letto ma condividono solo decisioni economiche. Sono stati in balìa di figli adolescenti e senza cervello. Hanno aspettative ma vivono alla giornata e dall'alto della loro esperienza possono solamente dirti che tutto prima o poi passa. Io mi fermo a osservare, pensando che la pazienza ha un limite, piangendo per la solitudine che ci buttano addosso ogni mattina, sorridendo per l'ennesima frase blaterata. E attendo. Qualcosa succederà. Intanto trattengo la fuga e le urla, calmo gli animi e psicanalizzo i comportamenti. Normalità. Quanto ti desidero. ""...La normalità viene spiegata attraverso la devianza. Ogni fenomeno sociologico è suscettibile, pur restando essenzialmente se stesso, di assumere forme differenti a seconda dei casi. Queste forme sono di due tipi. Le une sono generali per tutta...

Le rughe addosso

Venerdì con il sole. La macchina che mi attende tiepida. Per un attimo mi piacerebbe non avere impegni, correre a comprarmi un bel vestito e infilarmi in palestra per correre tutti i chilometri che non sono riuscita a percorrere. Poi una cena, in un ristorante vivace, pieno di gente, senza fretta, con L. o con qualche amica per fare due chiacchiere sovrapposte. Tornare a casa tardi, godermi una guida semplice, sorridere con la radio, fumare una sigaretta guardando dalla finestra i gatti del vicino. Tutto questo, per me, è Libertà. Quella cosa che non ha prezzo, che invidi e ambisci. Sospiro. Fra qualche minuto sarò alla guida della mia macchina, comunque tiepida, mi dirigerò verso casa, correrò a prendere R. e darò inizio alle danze del week-end. Pulirò e riordinerò, cucinerò e guarderò cartoni animati che credevo di aver dimenticato. Domani mi concederò un giretto per le vie del centro e mentre R urlerà che vuole scendere dal passeggino per correre, io cercherò di gu...

Un pezzo di Zucchero

Dopo la serata di domenica, con le amiche, in un locale Giapponese, mi ritrovo a canticchiare un pezzetto di questa vecchia canzone: " ...Donne Amiche di sempre Donne alla moda, donne contro corrente… Negli occhi hanno gli aeroplani Per volare ad alta quota Dove si respira l’aria E la vita non è vuota Le vedi camminare insieme Nella pioggia o sotto il sole Dentro pomeriggi opachi Senza gioia ne dolore Donne In cerca di guai Donne a un telefono che non suona mai..." Finalmente, amiche mie.