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Fratello sole, sorella Luna

Vorrei che tu sbattessi la testa, che uscissi da quella stanza ovattata di suoni e colori e guardassi la vita da un'altra prospettiva. Invece no, te ne stai lì e aspetti. Che cosa non lo sai anche tu. Ma il tempo è veloce, non conti i giorni, non conti le stagioni. E aspetti. Sbrigati. Qualche treno è già passato. E non parli. O parli con le persone sbagliate, quelle che non ti fanno stare male, quelle che non ti dicono mai come va la vita. Ho pensato che ti mancasse il coraggio, che ti mancasse la forza di lasciare alle spalle il superfluo, che fossi incatenato a qualcosa che non ti appartiene. Ma io non so niente o forse troppo. A volte mi capita di guardarti e pensare a quanto sia semplice la tua vita, mi è capitato di invidiarti e temere che la mia non potrà più essere così. Ma cosa vuoi veramente io proprio non lo so. Vorrei solo che tu non buttassi via nulla, che capissi quanto tutto serva nella vita, persino gli attimi di niente e che smettessi di piangere quello che ...

Amiche di mondo

Da domenica non dormo più di tre ore consecutive a notte. Mi ritrovo a non spegnere mai cervello, a vagabondare nel buio di notti tanto fredde quanto lunghe. Mi chiedo anche da dove arrivi tanta resistenza e la mia cara amica E. mi suggerisce che forse le notti brave di ormaitantotempofa forse a qualcosa sono servite. Effettivamente non esistevano orari, non esistevano giorni, la domenica era uno stimolo per consacrare la settimana in chiusura. Erano tempi in cui un vestito ti faceva camminare più in alto e una piccola borsa poteva contenere il necessario per una settimana fuori casa. Impettite sui nostri tacchi ci allontanavamo da questa città che ci sembrava sempre troppo piccola e ci sentivamo così leggere da schernire qualsiasi cosa potesse diventare ostacolo. Sognavamo Parigi. Andavamo a trovarla l'ultimo dell'anno, ci piaceva camminare senza senso, vagabondando senza meta. A Palma abbiamo ballato persino in ascensore, a Riccione abbiamo visto l'alba dai colli, a Ro...

Appello di Giustizia

V. aveva l'amore. Diceva essere quello con la A maiuscola, quello che ti porta a Parigi l'ultimo dell'anno, quello che ti fa trovare i fiori il giorno del tuo compleanno. E poi vacanze nella casa al mare, la famiglia di lui diventa un po' la sua, era felice come mai nella vita e ha pensato che potesse essere la persona che tanto stava aspettando, quella da non lasciarsi scappare. Poi più niente. Lui diventa irreperibile, è un po' malato, il lavoro lo distrugge, le cose da fare sono sempre tante. Una settimana vola. V. si chiede perchè e poi capisce. Il mondo addosso. Come niente fosse. Nella folla lui, la mano in un'altra. La visuale si sdoppia. Lui e l'altra, di cui V non sapeva l'esistenza. Li assale, diventa pazza. L'altra è la futura moglie, la donna della vita da sempre, quella di cui V non si è mai accorta. Lui è stato bravo, anzi bravissimo, un applauso anche ai genitori ai parenti, a tutti coloro che hanno giocato con insistenza. Lei er...

Palla Pallina e Linoleum

E' il momento della nostalgia. Forse è il mese, non lo so. Nostalgia di spensieratezza, nostalgia di un pallone, di palestre, di trasferte, di punizioni sui gradoni della palestra. Vittorie puntuali, perchè eravamo così brave da lasciare sempre il segno, senza poi alla fine raggiungere l'olimpo. Un gruppo così bello da togliere il fiato, un allenatore così spassoso e terrificante da lasciarci senza parole. Che bello essere così vivaci e senza pensieri, il suono del pallone sul linoleum, gli spogliatoi pieni di quelle risate immense. E quell'unica foto così lontana da sembrare irreale. Mi manca quella stupidità legittima, quella pazzia giustificata. Non sono più stata così. Non ho più visto nessuno chiedere indicazioni ad un sordomuto, non ho più visto nessun allenatore agitarsi in quella maniera, nessuno mi ha più chiamata "madonna dalle gambe indurmente", non ho più visto il terrore per una gita a gardaland e un allenamento saltato, non ho più cantato su u...

Quello che è mio

Sono amata. Di un amore folle e paziente, spropositato, esitante, alternato, incondizionato e improvviso. Un amore che ho addosso, che sento mio, che a volte rifiuto e prendo a calci, come fosse una liberazione, per riconoscere una libertà di cui sento solo il profumo. Basta chiudere gli occhi,  urlare grazie e piangere per chiedere perdono, per quello che non dico mai, per quello che lascio in sospeso, per la freddezza che ho acquisito. Una preghiera lassù, perché qualcosa viene dato ma anche tolto, il dolore si mimetizza, la serenità è limpida. E poi correre, per sentire il fiato che incalza, il pensiero che si avventura in spazi mai dimenticati, la vita che solletica le braccia nude, le scarpe che sorreggono il peso della monotonia. Allontanarsi e poi tornare. Sempre. Per una parola in più. E un abbraccio. Se possibile.

La distanza di un secondo

E poi magari è un attimo. Non ti aspetti una giornata diversa, non ti aspetti  un dolore, non ti aspetti niente di nuovo e magari ti sei anche lamentata della monotonia. Sei sempre di fretta, la colazione da preparare, i bambini da vestire, la casa da rendere accettabile. Prendi la macchina e corri. La tua vita è lì, ce l'hai addosso, ti fa il solletico a volte, ti disturba, ti annoia, ti fa sbattere la testa ovunque, ne assopori l'essenza a tratti, ti chiudi nel caldo delle sue lenzuole a sera inoltrata. Il buio. Un istante. Tuo figlio scende dalla macchina. Ti sorride, ti guarda. E non sai che deve passare ancora un momento prima che. Urla strazianti e la tua vita non c'è più. Nemmeno il respiro. Come un proiettile in corsa, come un fulmine che spezza una quercia. Non c'è più niente. Solo buio, urla e lacrime. Tuo figlio che sparisce sotto le ruote di un suv. Il suo sangue ovunque e quella strada che non sarà più la stessa. Il senso di colpa sarà un'ombra, u...

Pensiero semplice

Qui c'è la nebbia e il nuovo anno è iniziato con una continuità inquieta. Il freddo è pungente, il telefono lavorativo squilla ogni momento, ho ricominciato a correre, a incastrare i tasselli perfettamente (o quasi), a riempire la mente di informazioni temporaneamente utili, a dimenticare necessità, sfizi e divertimenti. Se per un attimo tiro il fiato, ho un pensiero semplice nella testa,  rimbomba impietosamente  invocando istantenee veloci... R che ride a colazione, biscotti annegati nel thè, L che si diverte, che gioca a fare il pompiere, profumo di mela e cannella, babbo natale ritrovato, un magnifico albero, giornate di sole quasi irreali, Milano ingombrante, un bicchiere di vino. Ecco la vita. Quella che mi manca sempre. Ecco il tempo che vorrei. Quanto vi adoro, amori miei.